Aspettative e previsioni dei genitori ai figli adolescenti

genitori e figliQuando ti guardi allo specchio, vedi te stesso o la maschera che gli altri ti hanno messo?

In una scuola americana è stato condotto un esperimento sulle aspettative: in due classi è stato esposto, ben visibile da tutti, l’elenco degli alunni. Accanto al nome di ciascuno studente appare un punteggio, il quoziente intellettivo, che generalmente indica le capacità intellettuali, calcolate con test e prove scientifiche. In una classe i punteggi erano reali, cioè calcolati per mezzo di test; nell’altra, invece, erano falsi, cioè dati a caso, senza aver eseguito alcun test. Di questo fatto non erano informati né gli alunni né i professori, ma solo gli studiosi che gestivano l’esperimento. Alla fine dell’anno si vide che, nella classe con i risultati verificati, gli alunni con il q.i. maggiore avevano ottenuto ottimi risultati, e questo era prevedibile. Quello che non era prevedibile fu che anche nella seconda classe successe la stessa cosa, anche se i punteggi riguardanti il q.i. di ciascuno erano falsi.

L’esperimento dimostra come le aspettative che gli altri hanno su di noi possano causare gravi conseguenze.

Dopo aver letto e commentato questo esperimento nella classe III D della scuola media di Fenegrò (CO), è stato chiesto ai ragazzi di scrivere una lettera ai propri genitori, partendo proprio dalle aspettative che le famiglie hanno nei confronti dei figli.

genitori e figliDi seguito, due lettere scritte da due alunni di III D, una femmina e un maschio.

Cari genitori,

so che mi volete bene e che desiderate per me un bel futuro. Vi aspettate che io abbia un bel lavoro, adatto a me; non mi obbligate a fare e a diventare qualcosa che non voglio, rispettate ciò che desidero e ve ne sono grata.

Vi aspettate da me molte soddisfazioni, ma non così tante da mettermi in ansia o da spingermi a fare il contrario di ciò che volete voi. A volte mi dite che non sono capace di fare qualcosa, a volte per scherzo, a volte seriamente, ma io la prendo come una cosa seria e quindi cerco di impegnarmi il doppio per dimostrarvi che state sbagliando e che ne sono capace.

Alcuni miei compagni mi dicono che sono molto intelligente, oppure che studio tanto e sempre, e addirittura molte volte mi considerano una secchiona. Quando i miei compagni o i miei parenti o anche gli insegnanti mi dicono che sono brava e intelligente mi sento molto incoraggiata e, dal momento che so che loro la pensano così, cerco di fare sempre meglio in modo che mantengano il loro giudizio positivo su di me.

Secondo me, quando a un ragazzo o a una ragazza viene ripetuta sempre la stessa cosa, per esempio di essere bravo o brava, lui o lei non si sopravvaluta perché sono le altre persone a dirgli di essere bravo/a e capace e quindi lui o lei crede nelle possibilità che ha e per le quali riceve i complimenti.

Io, per esempio, non mi sopravvaluto, anche se a volte i miei compagni la pensano così.

I miei parenti, invece, si aspettano molte soddisfazioni da me: ad esempio mio nonno si aspetta che io diventi un avvocato, perché crede che questo sia il lavoro migliore per me; anche mia nonna vuole questo, ma lei mi capisce e sa che io non lo voglio fare.

A proposito di ciò che non voglio fare, vorrei ora spiegarvi quali sono i miei progetti per il futuro e quali sono i miei desideri: voi sapete che molte volte ho cambiato idea su ciò che voglio fare, ma sapete anche che già da molto tempo mi sono soffermata sul diventare architetto.

Io vorrei veramente diventare un bravo e famoso architetto, so che è difficile ma mi impegnerò molto per esaudire il mio desiderio. Ho già scelto la scuola, di cui vi ho parlato, e che voi avete approvato: si tratta del liceo artistico e sono sicura che sceglierò l’indirizzo di architettura e ambiente.

Andando all’open day ho capito che è una buona scuola. Molti degli alunni di questo liceo hanno avuto modo di partecipare a delle gare cui sono arrivati terzi o quasi. Ho guardato la maggior parte dei loro lavori e sono veramente bravi, io vorrei tanto diventare brava quanto loro. So che rispetterete la mia scelta, come avete sempre fatto, e che mi incoraggerete a fare sempre meglio. Non vi deluderò.

Con tanto amore e affetto, vostra figlia

adolescentiLettera ai miei genitori

Cari genitori,

so che mi volete bene e che desiderate per me un bel futuro. Mi fate complimenti e mi spronate sempre a fare meglio. Non sapete ancora cosa farò da grande e neanche io lo so. Vi aspettate che mi impegni al massimo; mi date la massima libertà di scelta, ma so che vorreste come figlio un medico, un avvocato o un ingegnere, sogni che tutti i genitori vorrebbero veder realizzare, credo. Molto spesso mi fate complimenti, quando vado bene a scuola, ma vi arrabbiate se prendo brutti voti. Vi aspettate o perlomeno sperate che io abbia successo nella vita.

Ma anche altre persone mi fanno i complimenti, a volte i miei compagni mi fanno dei complimenti dicendomi che sono intelligente e che sono un bravo ragazzo. Questo mi incoraggia e riesco a fare meglio perché mi sento più sicuro, come dimostra il racconto sull’esperimento della scuola americana che ho letto prima di scrivervi.

Il testo dimostra che se a un ragazzo si dice che è bravo potrebbe migliorare, ma potrebbe anche sopravvalutarsi. A me non è mai successo, perché credo che se una persona è brava e intelligente non deve sopravvalutarsi credendosi più capace di quanto non sia realmente.

Voi mi dite di impegnarmi sia a scuola sia nella vita e, anche se non riesco in qualcosa, mi dite che dagli errori si impara e che quindi non sbaglierò più ed è per questo che non mi sento molto ansioso quando faccio qualcosa di importante, perché so che, se anche non riesco, non vi deluderò.

Sono contento che siate quel tipo di genitori che non pretende sempre risultati perfetti. Riguardo al testo dell’esperimento, ho capito anche un’altra cosa: cioè che le persone si fanno condizionare molto dai pareri altrui. A me di solito non capita, ma quando mi faccio condizionare dai pareri degli altri ci rifletto e se è un buon consiglio lo ascolto, se invece capisco che è sbagliato, non gli do retta.

Ora è giunto il momento che vi parli di quello che voglio fare e dei miei progetti. Questi otto anni di scuola mi hanno fatto capire che cosa voglio fare dopo le medie, e credo che voi siate d’accordo. La passione per matematica e scienze mi ha portato a scegliere il liceo scientifico e vi ringrazio di appoggiarmi in questa scelta.

Non mi ricordo bene quando sia nata questa passione, ma credo di aver fatto la scelta giusta. Alle elementari consideravo “materie preferite” le materie scolastiche più facili e ho iniziato ad appassionarmi a storia e geografia, mi interessavano le antiche civiltà, la nascita delle varie popolazioni, i popoli che hanno abitato l’Italia, le regioni italiane, l’Italia fisica, ecc.

Ma poi tutto è cambiato: in quinta elementare abbiamo iniziato a fare degli esperimenti durante l’ora di scienze e ho iniziato ad appassionarmi sempre di più a questa materia. Dopo essere passato alle scuole medie e aver iniziato a prendere bei voti ed essermi interessato a matematica e scienze, ho fatto questa scelta.

Se riuscirò a passare gli esami di terza media e a concludere i cinque anni di liceo, credo che andrò all’università e poi troverò un lavoro oppure mi specializzerò in economia o ingegneria, perché anche se è un obiettivo lontano, sono due settori che sembrano molto interessanti. Da grande non so cosa farò, ma spero di lavorare nel settore dell’ingegneria informatica o elettronica.

Grazie per avermi ascoltato, un grande abbraccio, vostro figlio

 

 

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