Su bullismo e cyberbullismo: riflessioni di una adolescente

bullismo

bullismo
Fonte foto: nobullismo.altervista.org

Fin da piccoli è possibile trovare in ogni ordine di scuola, dalle elementari fino all’università, la persona di turno che si crede superiore e che è intenzionata a prenderti di mira con le sue prepotenze per periodi che variano da giorni, a settimane, a mesi, o persino ad anni.

Questo fenomeno, che colpisce soprattutto  gli adolescenti, e tra loro quelli che non sanno o non vogliono reagire, viene comunemente definito bullismo.

Il bullismo è abuso di potere.

Il bullismo è l’incursione premeditata e violenta nella vita privata e nella dignità di qualunque individuo che venga designato come “vittima”.

Tenendo conto delle implicazioni che il bullismo porta nella vita di un adolescente, parlare di questo argomento in modo  specifico, sincero e aperto, è complicato: nonostante questo, cercherò di descrivere la fisionomia del cosiddetto bullo.

Il bullo è colui che commette consapevolmente atti offensivi e violenti nei confronti di una vittima designata, che sceglie solitamente tra i suoi conoscenti più fragili emotivamente.

Di solito, il bullo ha queste caratteristiche: è una persona forte, sia fisicamente, sia psicologicamente e spesso possiede una statura possente e all’apparenza minacciosa.

Ha una grande autostima, è molto sicuro di sé: se ne va in giro con una cerchia di amici fidati, che lo aiutano a commettere  prepotenze e prevaricazioni, o comunque lo incitano a compierle.

bullismo

bullismo è violenza fisica
Fonte foto: Il Resto del Carlino

É propenso alla violenza, a volte la pratica, a volte la fa compiere ai suoi amici.

Probabilmente il bullo vive una situazione particolare, per esempio potrebbe a sua volta essere vittima di violenza -fisica o psicologica – in famiglia, potrebbe essere trascurato dai genitori, potrebbe aver subito la perdita di una persona cara, ecc.

Oppure è un egocentrico che, per sentirsi bene, ha bisogno di mettersi al centro dell’attenzione attraverso gli atteggiamenti di sopraffazione.

É da notare, poi, che molti bulli non sono aggressivi solo con i coetanei o i più piccoli, ma anche con i professori, i genitori e, in generale, con tutti gli adulti.

Se colti sul fatto, i bulli sono sempre pronti a giustificarsi con scuse persino plausibili, oppure assumono atteggiamenti di indifferenza e superiorità nei confronti delle prediche, delle punizioni, e di chi gliele fa.

Considerando le numerose situazioni di cui sono stata testimone o che mi hanno raccontato, vorrei elencare alcuni esempi:

Non ce la faccio più, continuano a dirmi ogni giorno sempre le stesse cose

Le “cose” di cui parla questa mia coetanea, che è una mia cara amica, sono: balena, obesona, cessa non classificabile, quattrocchi inutile, brufolo vivente, schifo dell’umanità e tante altre parole che non voglio elencare.

Questo è un chiaro esempio di bullismo verbale.

bullismo

bullismo è esclusione da un gruppo
Fonte foto: studentville.it

Si tratta di un tipo di intimidazione che influisce sui tuoi pensieri, facendoti sentire una nullità e incitandoti a credere che quello che ti viene detto sia vero.

E anche oggi, come ieri e l’altro ieri, ho fatto merenda in un angolo del corridoio, mentre gli altri mi guardavano divertiti. Ieri abbiamo fatto un lavoro di gruppo, ma a me non è sembrato di gruppo, dato che i tre compagni con cui sono capitata si lanciavano occhiaie e ridevano. Non mi hanno nemmeno rivolto la parola. Mai

Questa ragazza è senegalese, e questo le crea molti problemi.

Il mondo, ancora oggi, si basa su pregiudizi inutili, che portano le masse a credere che se una persona è diversa da loro, per l’aspetto, il colore della pelle, la lingua, la cultura, deve restare in disparte, deve sentirsi inferiore perché non è come loro.

Nessuno si mette mai nei panni di chi subisce queste violenze, sono lasciate da sole, escluse, come se non esistessero.

L’esempio che ho appena riportato è generalmente definito come bullismo psicologico e comprende appunto l’esclusione di una persona da un gruppo.

Esiste anche il bullismo fisico, per esempio quando ti costringono a dar loro i soldi che hai addosso o quando ti nascondono lo zaino o gli oggetti personali.

A volte questo genere di bullismo comporta anche la violenza fisica, per cui vieni preso a calci, come quella bambina di sette anni della rinomata scuola privata milanese di cui ho letto qualche giorno fa.

cyberbullismo

cyberbullismo
Fonte foto: Cowinning

Ma il bullismo non è solo reale: esiste anche quello virtuale, chiamato cyberbullismo.

Internet non è sempre usato per compiere azioni utili, soprattutto dagli adolescenti e dai giovani, che se ne servono anche per intimorire, molestare, mettere in situazioni di disagio, imbarazzo o esclusione altri coetanei.

Tutto questo può succedere per mezzo dei social network, delle chat, dei messaggi, delle telefonate, o anche per mezzo dei siti di domande.

Il cyberbullismo non è scollegato dalla vita reale: quello che sei online, lo sei anche nella realtà.

Penso che chiunque si trovi in situazioni di disagio , come l’essere derisi, esclusi o danneggiati, debba prendere dei provvedimenti seri: parlarne con gli adulti, non fare finta di niente.

Siamo più forti di loro, magari non lo sappiamo, non ce ne rendiamo conto, ma lo siamo. Per esistere non abbiamo bisogno di fare violenza. Non dobbiamo mostrarci deboli o indifesi o spaventati, altrimenti ci abbatteranno, giorno dopo giorno. E ricordate:

siamo quello che scegliamo di essere, non quello che gli altri vogliono farci credere.

Elisa Battaglia

III C

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

2 Responses to Su bullismo e cyberbullismo: riflessioni di una adolescente

  1. Pingback: Il bullismo non è una definizione sul dizionario, ma vita reale | Giornalismo a Scuola

  2. Pingback: Suicidio di Lavagna: le riflessioni e i pensieri degli alunni di IIIC | Giornalismo a Scuola

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

six − two =