Pentito e sconvolto: così l’avvocato parla del figlio assassino dei ristoratori

“Pentito e sconvolto”: sono le parole utilizzate dall’avvocato Gloria Bacca per descrivere il 16enne ferrarese, figlio e assassino dei ristoratori uccisi a Pontelangorino (FE), Nunzia di Gianni (45 anni) e Salvatore Vincelli (59).

L’avvocato, nominato d’ufficio difensore dell’adolescente, ha detto: “Non so come la pensano gli investigatori, ma per me è una persona che ha gran bisogno di una mano.

Non è stato per i pessimi voti, ma per un motivo molto più complesso, probabilmente conflitti adolescenziali non trattati con i dovuti modi, sia da parte dei genitori, sia da lui stesso, sia da parte della società“.

villetta pontelangorino

Un luogo sicuro, tranquillo, come Pontelangorino (FE) è diventato teatro di uno dei più brutali omicidi degli ultimi tempi (Fonte foto: La Nuova Ferrara)

L’omicidio, nonostante ormai si sappia che è stato compiuto dall’amico 17enne Manuel, a cui erano stati promessi mille euro da Riccardo, è stato pianificato dal figlio dei coniugi: i due ragazzi, durante l’interrogatorio, non hanno cercato in alcun modo di giustificarsi o di trovare alibi, se non all’inizio.

L’aggressione è stata progettata la sera del 9 gennaio, quando i due adolescenti si sono procurati un’ascia e sacchetti di plastica neri per incappucciare le vittime, così da poterle trasportare fino al vicino corso d’acqua e lasciarle cadere sul fondo.

Ma il piano non è andato come previsto: probabilmente i corpi senza vita dei due ristoratori si sono rivelati troppo pesanti per essere trasportati fino al ruscello dai due adolescenti: l’uomo è stato così trovato nel garage, mentre la donna in un’altra stanza della casa.

Manuel-Riccardo

Riccardo e Manuel (Fonte foto: ajudu.com)

Nella notte tra il 9 e il 10 gennaio 2017 Manuel entra nella camera da letto della coppia sorprendendola, mentre il figlio Riccardo aspetta nel garage, adibito a monolocale.

Manuel dà 3 colpi di ascia al padre e 6 alla madre di Riccardo, mentre loro urlano il nome del figlio chiedendo il suo aiuto.

La mattina del 10 gennaio Riccardo finge di aver trovato i corpi senza vita dei genitori e avvisa, in lacrime, prima una zia e poi la polizia. Dirà poi di aver visto un’auto aggirarsi fuori di casa e che un mazzo di chiavi è sparito: qualcuno potrebbe essere entrato in casa per rubare.

Nel primo pomeriggio inizia l’interrogatorio ai due adolescenti: Riccardo e Manuel confessano, e indicano anche il punto esatto in cui hanno nascosto l’ascia e i vestiti insanguinati, un corso d’acqua a Caprile.

Il giallo è risolto, ma le indagini proseguono per approfondire tutto quello che può aver portato due minori a suggellare un patto per un omicidio così brutale.

Elisa Battaglia e Giorgia Buomprisco, III C

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