Progetto finale Giornalismo a scuola edizione 2017/2018: classe 2A

classe 2a

I ragazzi della 2°A della scuola media di Fenegrò

È terminato il secondo anno del laboratorio “Giornalismo a scuola” nella scuola media di Fenegrò, in provincia di Como. La prima parte del laboratorio, per l’edizione 2017/1018, è stata svolta interamente da Francesca Magni.

Francesca ha 26 anni, è laureata in Scienze della Comunicazione, ha svolto un master in web marketing, è articolista, è stata bibliotecaria: ma io non l’ho scelta per il suo curriculum, l’ho scelta perché l’ho vista alle prese con i preadolescenti e gli adolescenti. Li sa ascoltare i ragazzi. Li ascolta come fosse una di loro, mettendosi nei loro panni, partecipando delle loro gioie, frustrazioni, liti.

Forse, nella scuola, quello che manca a molti insegnanti (non a tutti, ma a molti) è proprio questo: l’empatia, il riuscire a mettersi nei panni di ciascun alunno. Cosa non facile, soprattutto se ogni classe è composta dai venti ai venticinque studenti. Tuttavia, non impossibile. Insegnare, a mio avviso, significa prima ascoltare, poi parlare, ma mai giudicare.

Durante le lezioni del mese di aprile, cui ho partecipato anch’io, abbiamo saltato più volte la lezione preparata per discutere di fatti che sono accaduti ai ragazzi personalmente, o di cui avevano sentito al telegiornale.

Ascoltandoli, soprattutto quelli considerati “peggiori”, mi sono resa conto che l’unica cosa di cui hanno bisogno tutti, ma proprio tutti (come del resto noi adulti) è riuscire ad avere una seconda possibilità: durante le nostre chiacchierate, molti di loro si dispiacevano di essere stati bocciati e che se avessero potuto cambiare qualcosa della loro vita attuale, sarebbe stato semplicemente “studiare di più”.

Io e Francesca abbiamo cercato di far capire loro che non è troppo tardi, che possono ancora mettersi a studiare: ma non devono farlo per compiacere i prof, o i genitori; devono farlo perché ciascuno di loro vale, e molto, e lo devono dimostrare prima a se stessi.

Per questo il progetto finale, che avrebbe dovuto prevedere due minuti di giornale radio – quindi le notizie lette e commentate dai ragazzi – si è trasformato in una vera e propria “intervista” ai ragazzi, sulle loro paure, le loro insicurezze, sulla vita in famiglia e a scuola. Insomma, hanno parlato di sé.

Ecco quindi il prodotto finale di queste intense settimane con la classe 2°A:

 

La classe 2°A secondo Francesca   

Ancora parecchio timidi davanti alla telecamera, se poi ci aggiungiamo il palco e il microfono addio.

Sono ragazzi svegli ma ancora molto chiusi, sia tra di loro sia con gli adulti. Fanno molta fatica ad esprimere i loro sentimenti, sembrano dei duri ma basta accendere la telecamera per bloccarli.

Nel corso delle settimane ci sono stati comunque notevoli progressi, anche i più ostici a mostrarsi in video sono arrivati al progetto finale senza nessun problema di timidezza, o quasi.

La loro riservatezza non è dovuta alla poca fiducia che nutrono verso di noi, anzi, solo che credo personalmente che siano ragazzi che si fanno molti scrupoli a essere veramente loro stessi di fronte alle prof.

Temono il loro giudizio, sanno che quello che dicono potrebbe essere usato a loro svantaggio, inconsapevoli del fatto che al contrario avrebbero potuto usare quest’occasione per farsi conoscere meglio.

Nell’intervista finale alcuni di loro erano molto impostati, molto di più rispetto alle prove in classe, troppa ansia da palcoscenico?

La gran maggioranza di loro dice di aver un buon rapporto sia con i genitori sia con i prof, esistono però un po’ di discrepanze all’interno della classe che sembra, per questo motivo, essere divisa in due.

Praticamente tutti si sono detti entusiasti di questo laboratorio, soprattutto per quanto riguarda le interviste perché, nonostante non si sentano una classe particolarmente unita, hanno imparato a conoscersi meglio e a iniziare lentamente a scrostare la superficie della loro timidezza.

Sono di base ragazzi che non hanno ancora indagato su loro stessi, la loro insicurezza è palpabile in alcuni momenti, speriamo di averli aiutati a superare i loro limiti, siamo sicure che tolti di mezzo quelli non avranno nessun problema a spaccare il mondo.

Ecco alcuni pezzi delle prove che abbiamo fatto in classe nel corso dell’ultimo mese:

Dicono di noi: Prof.ssa Falcone, 2°A

È il secondo anno che presso l’I.C. “G.Bosco” di Fenegrò, dove sono titolare come insegnante di lettere, si svolge il laboratorio Giornalismo a scuola, con la giornalista pubblicista Mariangela Campo e la sua collaboratrice Francesca Magni.

Il laboratorio con la classe 2°A è iniziato nel secondo quadrimestre, ogni settimana per due ore al giovedì (dalle 8.00 alle 10.00), per un totale di dieci lezioni.

La prima parte è stata svolta interamente da Francesca, che ha fornito agli alunni nozioni teoriche su che cosa sia il giornalismo e sulle diverse tipologie di articolo di giornale.

Ha inoltre spiegato ai ragazzi che cos’è un blog online e come si scrivono gli articoli per il web. Gli alunni hanno poi scritto degli articoli, pubblicati poi sul blog del laboratorio.

Nella seconda parte del laboratorio la classe ha mostrato maggiore entusiasmo e motivazione nel preparare e realizzare una intervista, sia agli compagni sia alla sottoscritta.

Dialoghi e conversazioni sono stati utili a valorizzare l’esperienza individuale, a stimolare considerazioni e riflessioni e a favorire condivisione di vissuti, scelte e soluzioni.

I ragazzi hanno mostrato entusiasmo per la nuova esperienza e orgoglio per aver prodotto qualcosa che appartiene alla loro classe in quanto gruppo e al quale hanno lavorato personalmente dall’inizio alla fine.

È un progetto molto interessante e condotto molto bene, che riesce a far sentire tutti i ragazzi protagonisti in modo attivo.

Prof.ssa Falcone

Dicono di noi: i ragazzi di 2°A

Quale miglior modo di migliorarci se non quello di chiedere ai protagonisti del nostro lavoro? Abbiamo chiesto ai ragazzi le cose che hanno amato, ma soprattutto quelle che hanno odiato del nostro laboratorio.

 

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