Giorno della memoria 2017: la recensione del libro Stelle di cannella

liberazione auschwitz

Il 27 gennaio 1945 il campo di concentramento di Auschwitz venne liberato dai soldati dell’Armata Rossa
Fonte foto TvBlog

É arrivato anche quest’anno il Giorno della Memoria, iniziativa internazionale che celebra la liberazione da parte dell’Armata Rossa del campo di concentramento di Auschwitz.

In questo giorno si ricordano i milioni di ebrei, omosessuali, senzatetto, che sono stati discriminati, rinchiusi nei lager, maltrattati, sfruttati, picchiati e uccisi dai nazisti nelle camere  a gas e nei forni crematori.

Il loro genocidio, cioè l’annientamento fisico e psicologico di un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, intenzionale e consapevole, viene definito anche Shoah.

Il Giorno della memoria per ricordare le discriminazioni quotidiane

Il Giorno della memoria, che ricorre il 27 gennaio di ogni anno, non deve servire solo a ricordare gli avvenimenti tragici accaduti prima e durante la seconda guerra mondiale: serve a ricordare che tutti i giorni avvengono discriminazioni, seppur piccole e poco evidenti, verso chi ci sembra diverso.

Verso chi ha un colore di pelle diverso dal nostro, una lingua che non capiamo, una disabilità a cui non riusciamo ad abituarci o semplicemente verso chi è più fragile e sensibile.

E spesso siamo noi stessi a compiere queste discriminazioni: per esempio, quando facciamo finta di niente.

Discrimination

Ogni giorno, intorno a noi, vediamo perpetrare atti di discriminazione
Fonte foto: National Conference of State Legislatures

Quando passiamo oltre, per paura, ma sappiamo benissimo che quello che sta accadendo ad un passo da noi è un’ingiustizia e noi non alziamo la voce,  non difendiamo, facciamo gli indifferenti.

Ecco, il Giorno della Memoria ci deve ricordare questo: che non dobbiamo restare indifferenti davanti alle piccole ingiustizie quotidiane, dobbiamo reagire, alzare la voce, farci sentire.

Giornalismo a scuola celebra il Giorno della Memoria 2017 con la recensione di un libro a tema, dal titolo Stelle di cannella, dell’autrice Helga Schneider, una scrittrice tedesca naturalizzata italiana che scrive i suoi libri in lingua italiana. La recensione che segue è di Jennifer Rusconi, con le considerazioni di Elyass Mouhamadi, entrambi della classe III D della scuola media di Fenegrò (CO).

stelle di cannella

Helga Schneider e il suo libro Stelle di cannella
Fonte foto Libringioco

La recensione di “Stelle di cannella”

Il libro intitolato Stelle di cannella, dell’autrice Helga Schneider, pubblicato nel 2011 da Salani editore, è ambientato nel 1933, cioè l’anno in cui fu eletto come cancelliere Adolf Hitler, le cui ideologie influenzarono in breve tempo moltissimi gruppi di persone che accettarono di ubbidire al nuovo governo nazista.

La storia si svolge nel quartiere di una città tedesca chiamato Wilmersdorf, dove abitano le tre famiglie protagoniste: i Rauch e i Winterloh, ariani, e i Korsakov, ebrei.

All’inizio nel quartiere le persone vanno d’accordo tra loro, e tra vicini non ci sono problemi: Helene Korsakov, figlia di Jakob e Jutta, è felicemente fidanzata con Adalbert Winterloh, figlio di un noto architetto; David Korsakov, fratello minore di Helene, è grande amico di Fritz Rauch, figlio dell’altrettanto noto poliziotto Rauch.

Tutti sembrano vivere felici e contenti, ma ad un certo punto accade qualcosa che cambia per sempre i destini incrociati di queste persone: la giornata di propaganda antisemita.

Da quel giorno la famiglia Korsakov inizia ad essere vittima di soprusi di ogni genere: Jacob perde il lavoro, e ciò causa la crisi economica della famiglia; David è cacciato dalla scuola e dalla palestra; l’abitazione della famiglia Korsakov è continuamente saccheggiata; il fidanzato ariano di Helene Korsakov non permette più alla ragazza di frequentare la sua famiglia.

nazismo

Fonte foto LinKiesta

Ma il fatto più grave accade tra David e Fritz: quest’ultimo entra nella jungvolk, la gioventù hitleriana, e diventa un piccolo soldato tedesco imbevuto di ideologie razziste per cui comincia a odiare David, chiamandolo “rovina del mondo” perché ebreo e intraprendendo contro di lui una vera e propria guerra.

Ma il punto di rottura definitivo avviene quando Muschi, la gatta “ariana” di Fritz,  muore di parto, dopo aver dato alla luce dei cuccioli neri, come Koks, il gatto di David. Sdegnato dalla scoperta, Fritz promette di vendicare Muschi, la sua gatta ariana, disonorata da Koks, il gatto giudeo.

Il libro ci catapulta alla vigilia di Natale del 1933: David esce di casa; sugli scalini dell’ingresso c’è un fagotto nero, sembra velluto, ma non lo è. Un minuto dopo David è solo, chiuso nella sua camera; a nulla servono le dolci parole di sua madre, che tenta di fargli coraggio, preparandogli i suoi biscotti preferiti, le “stelle di cannella”: ormai David ha perso tutto e un profondo senso di vuoto lo riempie.

Considerazioni

Nel complesso l’autrice scrive con un linguaggio semplice e immediato che alterna descrizioni a dialoghi che ti fanno entrare nella realtà del romanzo, coinvolgendoti.

La storia è semplice e perciò ancora più triste: racconta la vittoria della forza della propaganda, della paura e dell’egoismo.

Grazie alla semplicità del testo e alla profondità dei contenuti che ne esaltano la drammacità, questo libro è stato molto piacevole da leggere e ci ha coinvolto molto emotivamente, perchè  è riuscito a condurci a profonde riflessioni sui concetti di giustizia e ingiustizia, bene e male.

Introduzione di Mariangela Campo

Recensione e considerazioni di Jennifer Rusconi e Elyass Mouhamadi

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