Internet e gli adolescenti: recensione del libro di Francesco Caccetta

Genitori in preda al panico, insegnanti increduli  ed educatori frustrati: gli adolescenti sembrano non interessarsi ad altro che a Internet.

Ma in Internet ci si diverte, si impara, si studia, si socializza, si ascolta musica, si guardano film, ma ci si può anche finire prigionieri, se non si hanno gli strumenti per utilizzarla con consapevolezza. Da dove partire, allora?

Per esempio dalla constatazione, con le parole di Francesco Caccetta, criminologo e autore del libro “Abbandonati nella Rete. Internet e gli adolescenti”, che «i genitori degli attuali adolescenti sono, per la maggior parte, analfabeti digitali», cioè incapaci di utilizzare le piattaforme online che utilizzano costantemente i figli.

E non parliamo solo di Facebook e WhatSapp, in assoluto i più utilizzati, ma anche di YouTube, Spotify, SnapChat, Instagram, Musical.ly, e la lista potrebbe continuare.

adolescenti e pc

7 bambini su 10 tra gli 11 e i 13 anni navigano in Rete da soli, senza il controllo diretto di un adulto

I dati MOIGE

Le ricerche del MOIGE (il Movimento Italiano Genitori) compiute tra genitori con figli tra gli 11 e i 15 anni dicono che il 52% di loro ha dichiarato che i propri figli si connettono ogni giorno, con una frequenza media di utilizzo della Rete superiore a 5 giorni la settimana.

Il 40% dei ragazzi ha il pc nella propria camera e, tra questi, la percentuale più alta si trova nella fascia d’età 11-13 anni. Significa che 7 bambini su 10 tra gli 11 e i 13 anni navigano da soli, senza il controllo diretto di un adulto.

I rischi che preoccupano maggiormente i genitori riguardano la possibilità che i propri figli possano imbattersi in siti pornografici, timore ammesso dall’83% dei genitori, che possano essere contattati da malintenzionati o pedofili (55%) o che il pc domestico possa essere infettato da virus informatici (36%).

Inoltre, il 34% dei genitori ha dichiarato di temere che usare troppo Internet possa portare a una perdita di contatto con la realtà o che possa rubare troppo tempo ad altre attività (24%).

Nonostante la preoccupazione sia diffusa, però, il 41% dei genitori dichiara di non aver dotato il pc domestico né il tablet di un sistema di sicurezza attraverso il controllo parentale, che consente di verificare e monitorare l’accesso a siti e pagine non adatte ai minori.

Instant Messaging 

Oggi si comunica con gli amici in tempo reale, grazie alle chat di Instant Messaging, come WhatSapp, Telegram, Messenger (Facebook), le chat room dei videogiochi online, ecc. Lo fa il 63% dei minori.

I rischi in cui preadolescenti e adolescenti possono incorrere sono molteplici. Le chat, infatti, consentono rapporti di comunicazione estrema, nel senso che aboliscono qualunque tipo di differenza: sociale, spaziale, di età e di cultura che, normalmente, in uno scambio comunicativo faccia a faccia, limitano le possibilità che questo scambio venga effettuato.

Nelle chat, inoltre, l’identità, l’età, l’aspetto fisico e persino le foto possono essere facilmente falsati.

sexting

sexting (grafica di Lena Yang)

Il sexting

Uno dei rischi peggiori che derivano dall’utilizzo di piattaforme di Instant Messaging da parte dei minori è il Sexting: lo scambio di messaggi e foto hot in chat. In Italia 1 ragazzo su 4 ha fatto sexting almeno una volta e nel 47% dei casi ha tra i 10 e i 14 anni (dati EURISPES e Telefono Azzurro).

Le foto erotiche vengono inviate ad amici o a fidanzati in totale buona fede: talvolta, però, queste immagini si diffondono in modo incontrollabile, al di fuori della stretta cerchia di coppia o di amicizie, creando problemi seri alla persona ritratta nelle foto (o nei video): non è rara la morte per suicidio dei minori le cui foto si sono diffuse in modo incontenibile.

In genere, i ragazzi si inviano foto o video sessualmente espliciti perché si fidano della persona a cui stanno inviando questo materiale e, soprattutto, perché non hanno la consapevolezza che questo stesso materiale, se il rapporto d’amore o d’amicizia finisce, possa essere diffuso come vendetta per quanto accaduto.

Oltretutto, i minori non hanno nessuna consapevolezza del fatto che si stanno scambiando materiale pedopornografico e che, se diffuso in Rete, questo possa restare visibile per moltissimo tempo, o addirittura non essere mai rimosso.

L’individualismo al tempo dei social

Il libro di Francesco Caccetta si sofferma anche su un tema particolarmente delicato dell’era dei social network: l’individualismo, che spesso sfocia in isolamento.

Quanti di voi si sono imbattuti nel video di un ragazzo fermo sul binario mentre sta arrivando un treno, o in quello di una coppia che si scatta un selfie sporgendosi da grandi altezze?

Queste performance non dimostrano altro che la fragilità connaturata con lo stato di “adolescenza”: in un’epoca in cui i ragazzi possono ottenere tutto e subito, quello che cercano è la trasgressione, anche se questo significa ledere i diritti altrui. Se poi si aggiungono droghe e alcol, in questi giovani si possono attivare comportamenti anomali e assurdi come quello di invitare un amico in casa per poi ucciderlo selvaggiamente, solo per provare “la sensazione” dell’omicidio.

selfie estremi

selfie estremi

Cosa possiamo fare

Il consiglio fondamentale del criminologo Francesco Caccetta è rivolto ai genitori: non abbandonate gli adolescenti nella Rete. Sarebbe come mettere un minore su un’automobile senza avere mai fatto scuola guida e chiedergli di guidare.

Per usare Internet servono regole precise, alcune per gli adolescenti, altre per gli adulti: è compito dei genitori (insegnanti, educatori, baby sitter, nonni, ecc.) far capire ai figli quali siti possono visitare e quali no; cosa possono “postare” sui social  e cosa no e, soprattutto, perché. É compito dei genitori verificare il contenuto di videogiochi, di forum, di siti internet, di gruppi social o di chat.

Perché è vero che la Rete permette di annullare le differenze e la distanza ma a volte, forse troppo spesso, se non ci sono i mezzi per usarla consapevolmente e, soprattutto, se non c’è il supporto dei genitori, la Rete queste differenze le rende ancora più grandi, questa distanza la rende ancora più reale, tanto da farla diventare paura di essere tagliati fuori. Tanto più acuta se la festa di cui i nostri amici ci inviano foto e video in tempo reale si svolge nelle vicinanze, e noi non ci siamo.

“Abbandonati nella Rete. Internet e gli adolescenti”, Francesco Caccetta, MGC Edizioni, collana Criminologia applicata, prima edizione 2016, pp. 211, €10,00

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