L’intervista ad Angela Palumbo, prof di italiano, storia e geografia

Abbiamo intervistato docenti di italiano, matematica e inglese delle scuole superiori.
Per le scuole medie, invece, abbiamo intervistato una docente di tecnologia: oggi è la volta di Angela Palumbo, docente di italiano, storia e geografia della scuola media “Pertini” dell’Istituto Comprensivo “Quartiere Moretta” di Alba, in provincia di Cuneo.

Angela Palumbo

La prof Angela Palumbo

 

L’intervista ad Angela Palumbo

  • La scuola riaprirà a settembre. Secondo lei, è un’affermazione o un’ipotesi?

 

Un’ipotesi. Credo che dipenderà dalla situazione sanitaria, criterio utilizzato fino ad ora dalla ministra Azzolina. Sicuramente, sarebbe auspicabile un rientro in aula per una didattica in presenza, che è imprescindibile.

 

  • Dal suo punto di vista, come potrebbe (o dovrebbe) essere la scuola in presenza durante la convivenza col virus?

 

Se la scuola dovesse riaprire dopo la parentesi estiva, si dovrebbero mettere in preventivo più risorse, più attrezzature e più personale e contemplare un solo meno: meno studenti per classe.

 

  • La ministra Azzolina ha parlato di “tutti promossi”. Che ne pensa?

 

In una situazione di emergenza e non potendo valutare gli alunni in maniera tradizionale, credo che sia giusto promuovere tutti gli alunni, anche perché non pochi di essi hanno avuto e continuano ad avere difficoltà ad accedere alla DAD.

Penso, però, che sarebbe stato opportuno comunicare la decisione soprattutto agli studenti e alle loro famiglie, con una tempistica diversa.

Citazione Angela Palumbo

Citazione dall’intervista della docente Angela Palumbo

  • Parliamo di Didattica A Distanza (DAD): cosa ha offerto in più il digitale a insegnanti e studenti?

 

Sin dall’inizio, la didattica a distanza è stata una sfida.

Insegnanti e studenti erano impreparati e poco avvezzi all’uso del digitale.

Piano piano, però, la sfida si è trasformata in una opportunità per tutti.

La didattica a distanza ha aperto a processi di innovazione, di sperimentazione di nuovi linguaggi e modi della relazione, e ha ridefinito le forme della collegialità e la cooperazione tra i docenti, che devono necessariamente coordinare orari, metodi e carichi di lavoro perché le cose funzionino.

Inoltre, è stato l’unico strumento che ha permesso di mantenere un contatto diretto con gli alunni e sostenerli in questo momento difficile, anche dal punto di vista psicologico.

Gli alunni, dal canto loro, hanno trovato nella DAD una risorsa per mettere in campo le competenze digitali, quelle della cooperazione, della socializzazione, del rispetto dei tempi altrui.

Hanno dimostrato senso di responsabilità e di organizzazione.

Per molti studenti, anzi, seguire le lezioni da casa propria, è stato risolutivo per gestire l’ansia da prestazione.

 

  • Quali sono stati i problemi più rilevanti e come li ha risolti?

 

Ci sono stati, purtroppo, studenti che hanno inizialmente risposto in maniera negativa per problemi evidenti di connessione.

C’è da dire, però, che la qualità del servizio è migliorata anche grazie ai fondi stanziati dal Governo, che oltre a potenziare le linee, ha messo a disposizione degli alunni più svantaggiati vari dispositivi informatici.

  • Ci spieghi come funziona la valutazione nella DAD e cosa si valuta negli studenti.

Il DPCM 8/3/2020 per la valutazione degli apprendimenti accenna a “una varietà di strumenti a disposizione a seconda delle piattaforme utilizzate” ma ricorda che “la normativa vigente lascia la dimensione docimologica ai docenti”.

Il processo di verifica e valutazione deve quindi essere definito dai docenti tenendo conto degli aspetti peculiari dell’attività della didattica a distanza: non si può pensare che le modalità di verifica possano essere le stesse in uso a scuola; qualunque modalità di verifica non in presenza è atipica rispetto a quello cui siamo abituati.

In breve si tratta di cambiare i paradigmi e puntare sull’aspetto FORMATIVO della valutazione, una valutazione che dà indicazioni su ciò che è stato appreso, ciò che rimane in sospeso e ciò che deve essere migliorato, e che va comunicato direttamente ai discenti durante la lezione.

citazione Angela Palumbo

Citazione dall’intervista della docente Angela Palumbo

 

  • È chiaro che il percorso di apprendimento nella DAD sia a carico dello studente molto più di prima: autogestione, responsabilità, controllo sono solo alcune delle caratteristiche che ogni studente dovrebbe avere interiorizzato. Riguardo a questo, qual è il suo punto di vista?

 

Tendenzialmente, chi lavorava bene prima, lavora bene anche adesso e viceversa; tuttavia, le rare volte in cui avviene un cambiamento è quasi sempre positivo (nel senso che è più probabile che un alunno poco motivato in precedenza si appassioni alla DAD che il contrario).

 

  • Quali sono le maggiori difficoltà incontrate dagli studenti? E che atteggiamento hanno nei confronti della DAD?

 

Ripeto, le maggiori difficoltà riscontrate hanno riguardato la scarsità di mezzi a disposizione.

Una volta entrati in possesso degli strumenti, la maggior parte delle volte gli alunni partecipano con interesse, almeno inizialmente.

 

  • Gli alunni con disabilità o i DSA come sono aiutati?

 

Gli alunni con disabilità sono stati seguiti dai propri insegnanti di sostegno, per gli alunni BES e DSA sono stati organizzati appositi corsi di recupero che hanno affiancato le attività curriculari.

 

 

  • Pensa che quanto sperimentato finora possa rimanere patrimonio della scuola per alcune attività anche una volta riaperte le scuole?

 

DEVE rimanere patrimonio della scuola, in caso contrario avremmo buttato via tre mesi delle nostre vite (tanto dei docenti che degli studenti).

Citazione Angela Palumbo

Citazione della prof Angela Palumbo

  • Qual è suo punto di vista sugli esami di terza media e su quelli di maturità?

 

La creazione di un elaborato multidisciplinare non è una novità per la scuola secondaria di primo grado, la differenza rispetto agli anni scorsi è l’idea che la discussione si esaurisca in esso, senza avere la possibilità di valutare le competenze e le conoscenze sul resto della programmazione.

Questa però era probabilmente l’unica strada da percorrere vista l’emergenza.

 

 

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