Giornalismo a scuola intervista Giusi Marchetta, autrice e prof di italiano

Diamo la parola a una prof che insegna una delle materie di studio più trasversali e con più ore nei curricula scolastici, l’italiano.

È con noi Giusi Marchetta, autrice di romanzi e di saggi e prof di italiano in un Liceo Artistico di Torino.

 

L’intervista

citazione Giusi Marchetta

Tra le altre cose, Giusi Marchetta ammette che le disparità economiche e sociali spesso determinano il fallimento scolastico

La scuola riaprirà a settembre. Secondo lei, è un’affermazione o un’ipotesi?

 

Direi che per adesso questa è solo un’ipotesi. Da settembre riprenderà la didattica in presenza se ci saranno le condizioni perché la riapertura delle scuole avvenga in sicurezza per tutti.

Questo dipende da molti fattori: riorganizzazione di classi e orari, sanificazione continua delle strutture, individuazione di altri locali agibili per ampliare gli istituti scolastici.

Ma bisogna anche vedere come si evolve la situazione: al momento ogni giorno si contano ancora centinaia di morti, quindi immagino che l’epidemia che ci ha costretti in casa non sia ancora finita.

Dal suo punto di vista, come potrebbe (o dovrebbe) essere la scuola in presenza durante la convivenza col virus?

citazione Giusi Marchetta

Giusi Marchetta afferma che il fallimento scolastico è colpa della scuola, che non si fa carico dei suoi alunni

Penso che la pandemia potrebbe essere un’occasione importante per riflettere sugli obiettivi che la scuola si pone.

Sicuramente andiamo incontro a una sfida per quanto riguarda il contenimento di quest’epidemia nelle possibili nuove ondate che si prevedono in autunno.

Al tempo stesso però in questi mesi abbiamo potuto renderci conto di quanto le disuguaglianze economiche ancora gravino sui nostri studenti determinandone spesso il fallimento scolastico.

Questo fallimento però è da attribuire ad una scuola che non si fa carico dei suoi alunni garantendo a tutti il diritto all’istruzione.

Questioni come la valutazione formativa, la relazione docente / discente, i limiti della lezione frontale sono emerse con forza durante questi mesi e dovranno essere messe al centro da una scuola che sempre di più si pone l’obiettivo di raggiungere tutti i suoi studenti, soprattutto se proseguiremo la nostra vita scolastica in forme miste ( alternando la didattica in presenza a quella a  distanza).

 

La ministra Azzolina ha parlato di “tutti promossi”. Che ne pensa?

 

citazione Giusi Marchetta

Secondo la Marchetta la ripetendo si abbatte sugli studenti in difficoltà economiche e sociali, rappresentando, di fatto, il primo fattore per la dispersione scolastica

Non vedo l’alternativa. Di solito la scuola si arroga il diritto di bocciare un alunno quando ritiene di averne gli elementi: come è possibile in queste condizioni pensare di avere la possibilità di considerare e valutare in modo oggettivo la situazione di tutti gli studenti?

Anche in circostanze normali, la ripetenza si abbatte su ragazzi in difficoltà dal punto di vista economico e sociale e rappresenta il primo fattore della dispersione scolastica.

Questa pandemia sta già costando tantissimo ai bambini e alle loro famiglie: che   contribuisca ad aggravare il bilancio di chi finisce escluso dal percorso scolastico mi sembra veramente troppo.

 

 

Parliamo di Didattica A Distanza (DAD): cosa ha offerto in più il digitale a insegnanti e studenti?

 

Sicuramente in questo momento la tecnologia ha rappresentato uno strumento fondamentale per rimanere in contatto con i nostri alunni.

Ma la cosiddetta Dad è molto di più che una lezione somministrata attraverso il computer.

Penso che la formazione e l’autoformazione dei docenti in questo senso sia un aggiornamento prezioso anche per il futuro.

Di sicuro mi sembra importante riportare anche la collaborazione che si manifesta tra colleghi che hanno sfere di competenza diverse: in questo momento mi pare che in alcuni contesti fortunati ci si scambi tra colleghi spunti e conoscenze di didattica, pedagogia e informatica.

Spero che questo resti nella scuola del futuro.

 

 

Quali sono stati i problemi più rilevanti e come li ha risolti?

 

In primo luogo, la mancanza di strumenti di connessione ha comportato gravi problemi per concepire questa didattica come realmente inclusiva.

Molti istituti, compreso quello in cui lavoro, si sono attivati per venire incontro alle difficoltà delle famiglie.

Ma le difficoltà poste dalla quarantena sono state numerose e varie.

Posso dire che la mia didattica ha cercato continuamente di correggere il tiro in modo da raggiungere il più possibile gli studenti.

I problemi ho sempre cercato di affrontarli dal punto di vista della mia preparazione, cercando materiale per formarmi (seguendo esperti formatori come Simone Giusti, leggendo gli interventi di docenti su riviste come La ricerca, Doppiozero e altre), altri più pratici ho cercato di risolverli con la collaborazione dei miei colleghi e con gli studenti stessi, cercando con loro di tenere un dialogo il più possibile aperto.

 

Ci spieghi come funziona la valutazione nella DAD e cosa si valuta negli studenti.

 

La valutazione a distanza è formativa.

In sintesi, si tratta di coinvolgere gli alunni in attività in cui possano dimostrare le competenze che hanno acquisito.

Ogni compito assegnato quindi non corrisponde a un voto ma a un giudizio, in cui il docente evidenzia gli obiettivi raggiunti dallo studente e le carenze che permangono.

Si possono e si devono a mio parere considerare parte di questa valutazione anche le competenze informatiche (che possono essere oggetto di apprendimento privilegiato in questa fase) e le cosiddette competenze trasversali, legate al modo in cui i ragazzi si relazionano al periodo o partecipano alla costruzione di un percorso comune col docente.

Ovviamente qualsiasi tipo di valutazione deve tenere conto delle condizioni particolari di ogni studente su cui la pandemia si è abbattuta con intensità diversa.

 

citazione Giusi Marchetta

La Marchetta ammette quanto sia mostruoso che, nel dibattito pubblico sulla DAD, non si sia inclusa anche la voce degli studenti

È chiaro che il percorso di apprendimento nella DAD sia a carico dello studente molto più di prima: autogestione, responsabilità, controllo sono solo alcune delle caratteristiche che ogni studente dovrebbe avere interiorizzato. Riguardo a questo, qual è il suo punto di vista?

 

Non mi permetto di generalizzare perché non si dovrebbe fare mai.

Soprattutto a scuola.

Solo per i ragazzi più grandi mi sembra che un maggiore coinvolgimento nella costruzione del percorso scolastico sia un fattore positivo e una possibilità di crescita.

Mi sembra mostruoso il modo in cui si esclude la voce dei ragazzi più grandi dal dibattito pubblico.

I miei alunni hanno dai sedici ai diciannove anni: ogni volta che si assumono la responsabilità di condividere dei contenuti con me o di esprimere il loro punto di vista, o di chiedere aiuto perché sono in difficoltà mi sembra di vederli procedere verso il mondo adulto.

 

 

Quali sono le maggiori difficoltà incontrate dagli studenti? E che atteggiamento hanno nei confronti della DAD?

 

Non mi ripeto sulle difficoltà legate alla mancanza di strumenti.

E non credo si possa fare un discorso in generale.

Penso che ogni alunno abbia reagito in modo personale anche a partire da una situazione diversa da quella dei compagni.

Come è successo ad altri colleghi, anche io ho notato che, tolta la pressione della classe, qualcuno ha dato il meglio di sé.

In generale, però, a me sembra che abbiano risposto meglio studenti con cui avevo costruito una relazione migliore in classe.

Con loro la DAD ha rappresentato una variante del nostro tempo in presenza.

citazione Giusi Marchetta

Giusi Marchetta a proposito di DAD per i ragazzi con disabilità

Gli alunni con disabilità o i DSA come sono aiutati?

 

Permangono le disposizioni individuate nei PEI e nei PDP.

È evidente però che si vada incontro a tremende difficoltà a cui il Ministero non ha posto rimedio e non ha neanche cercato di considerare seriamente.

Le classi che hanno il supporto di un docente di sostegno hanno potuto contare su un supporto importante ma le situazioni sono troppo specifiche e diverse tra loro per dire che siamo riusciti a livello nazionale a garantire a questi studenti il diritto allo studio in modo effettivo.

 

citazione Giusi Marchetta

Secondo Giusi Marchetta gli esami, quest’anno, sono stati fatti da tutti gli studenti, nessuno escluso

 

Qual è suo punto di vista sugli esami di terza media e su quelli di maturità?

Penso che quest’anno l’esame l’abbiano fatto tutti gli studenti.

È stato lungo, penoso e non è ancora finito.

Giusi Marchetta

Giusi Marchetta

Per saperne di più su Giusi Marchetta

 

Nata a Milano nel 1982, è cresciuta a Caserta, poi si è trasferita a Napoli e infine a Torino, dove insegna.

Laureata in Lettere Antiche, ha esordito come scrittrice nel 2008 con la raccolta di racconti Dai un bacio a chi vuoi tu per Terre di Mezzo, vincendo il Premio Italo Calvino.

Ecco i romanzi che ha scritto:

  • L’ignoranza non vuole, Rizzoli, 2011
  • Dove sei stata, Rizzoli, 2018

Oltre alla raccolta già citata, ha scritto anche la raccolta di racconti Napoli ore 11, Terre di Mezzo, 2009.

Saggi:

  • Lettori si cresce, Einaudi, 2015

Antologie:

Scrittori fantasma: Bartleby, D.B. Caulfield e gli altri, interpretati da sei narratori italiani, AA. VV., Elliot, 2013.

 

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