Progetto finale Giornalismo a scuola edizione 2017/2018: Classe 2°C

classe 2c progetto giornalismo a scuola

La 2°C, e due alunne di troppo

Giornalismo a Scuola si è concluso con successo anche in 2°C, la classe più timida e riservata di tutte.

La 2°C è una classe profondamente diversa dalle altre, con cui sapevamo che avremmo dovuto lavorare di più. E così è stato.

Come in tutte le classi anche qui il progetto si è suddiviso in due momenti:

  • La prima parte dedicata al giornalismo digitale, abbiamo parlato dei diversi articoli, abbiamo letto alcune notizie e gli stessi ragazzi hanno tirato fuori diversi argomenti interessanti.
  • La seconda dedicata alla video intervista, iniziata come uno scambio reciproco di domande stile “intervista doppia” delle Iene e diventata poi momento di riflessione profonda.

In entrambi i momenti i ragazzi hanno avuto bisogno di essere spronati, ma mai rimproverati. Erano entusiasti di scrivere e di potersi esprimere e, nonostante la timidezza, anche di farsi intervistare.

Con loro sono venute fuori discussioni molto interessanti sul mondo degli adulti, sul bullismo, sull’amicizia e molto altro. Senza paura hanno affrontato i loro demoni con coraggio e determinazione.

Il progetto finale per loro è stato il culmine di un percorso faticoso ma bellissimo, godetevi il video.

 

La classe 2°C secondo Francesca

Chi dice che si smette di crescere a trent’anni non si è mai fermato a parlare e ad ascoltare un adolescente, e ancora più sicuramente non è mai entrato nella 2°C della scuola media di Fenegrò.

Probabilmente un trentenne, ma anche un ventenne, è saturo dei pregiudizi sulle “nuove generazioni“, troppo svogliate, troppo menefreghiste, troppo viziate, troppo, e poveri loro non sanno quanto si sbagliano.  

L’impressione che ho avuto la prima volta che sono entrata in 2°C si è rivelata, con il tempo, completamente sbagliata.

Silenziosi, composti, ordinati, eppure capaci di farti scavare dentro te stessa, perché spesso anche loro sono stati utili a noi, e non viceversa.

La calma apparente che dimostrano nasconde tanta voglia di aprirsi e di parlare, perché spesso non hanno nessuno con cui farlo, seppur con tanta paura.

Sono anche abili ascoltatori, a me personalmente è capitato di confidarmi con loro e mai come quel giorno mi sono sentita veramente ascoltata.

Certo come tutti i ragazzi sono un po’ persi, e anche se non lo ammettono hanno bisogno che gli adulti imparino a guidarli nella direzione giusta, inconsapevoli del fatto che quella direzione non la conosciamo nemmeno noi.

Però ci abbiamo provato, abbiamo scavato nelle crepe che hanno diviso questa classe cercando di risolvere problemi che per loro sembravano insormontabili. 

Sono ragazzi che nonostante l’età ne hanno passate davvero tante, probabilmente anche nelle altre classi, però loro hanno avuto la forza per raccontarcelo e renderci partecipi delle loro emozioni.

Si sono fidati di noi affidandoci i loro segreti più dolorosi, e questo riempie il cuore perché dimostra quanto siamo riusciti a fare insieme in così poco tempo.  

Sono ragazzi speciali, come tutti quelli che abbiamo incontrato, e basta veramente poco per mettersi all’altezza dei loro occhi e farli sentire al sicuro, liberandoli da ogni peso.

Molti hanno continuato a nasconderci qualcosa, è giusto, ci hanno conosciuto solo per tre mesi, ma in questo poco tempo li abbiamo visti crescere, diventare più sicuri e consapevoli. E questo ci basta.

Abbiamo imparato moltissimo gli uni dagli altri e non smetterò mai di ringraziarli per la loro fiducia, la dimostrazione che abbiamo fatto veramente un ottimo lavoro.  

Al progetto finale i ragazzi sono arrivati sicuri e con le idee chiare, non si sono fatti intimorire da nessuna domanda e credetemi, è un enorme traguardo se pensiamo da dove siamo partiti!  

Durante le prove erano timidi, impacciati, molti si vergognavano anche solo a stare davanti alla videocamera, ma è soprattutto parlando in classe che abbiamo imparato a conoscerci al di là delle apparenze, e questo video ne è la prova. 

Dicono di noi: i ragazzi di 2°C

I migliori giudici sono sempre loro.

A loro è dedicato questo laboratorio ed è giusto sentire quello che pensano, sia in positivo che in negativo.

Spesso ci dimentichiamo che anche da adulti possiamo migliorare e chi meglio di loro, e della loro cruda sincerità, per sbatterci in faccia i nostri peggiori difetti?

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

11 + 11 =