Scandalo pronto soccorso Nola: pazienti distesi sul pavimento

NOLA (NA) – Nel primo fine settimana subito dopo le feste è scoppiato uno scandalo – riportato per lo più dalla stampa locale – che riguardava alcuni pazienti del pronto soccorso dell’ospedale di Nola, in provincia di Napoli, che sarebbero stati distesi sul pavimento per mancanza di lettighe e barelle, a causa della confluenza di un numero molto alto, e inaspettato, di degenti, circa 500 pazienti nel giro di 48 ore.

La situazione che si è creata ha avuto la conseguenza di rendere necessaria la verifica delle eventuali responsabilità degli operatori sanitari dell’ospedale, che in quel momento si trovavano sul luogo: a condurre questa indagine è stata Antonietta Costantini, direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, la quale ha sospeso dal servizio per 30 giorni il direttore sanitario dell’ospedale di Nola, il dottor Andrea De Stefano, il responsabile del pronto soccorso, Andrea Manzi e il medico responsabile del reparto di medicina d’urgenza, il dottor Felice Avella.

pazienti ospedale nola

I pazienti distesi sul pavimento presso il pronto soccorso di Nola (Fonte foto: Corriere di Caserta)

“Ci siamo mossi applicando quanto prevede la legge. Sarà la commissione disciplinare a stabilire eventuali altre sanzioni”: queste le parole di Antonietta Costantini alla stampa, quando le è stato chiesto perché non ha licenziato i tre medici responsabili dell’accaduto, come aveva chiesto il governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Per la Costantini la responsabilità dei dirigenti sospesi è stata quella di “non aver comunicato all’Asl la situazione di emergenza che si stava verificando nel pronto soccorso. Ma se ci sono stati tutti questi accessi al pronto soccorso è chiaro che qualcosa non ha funzionato sul fronte dell’assistenza territoriale, e non è quindi l’ospedale ad avere tutte le colpe”, ha dichiarato ancora la Costantini, aggiungendo: “Nonostante le grandi difficoltà, comunque, i medici del pronto soccorso hanno prestato la dovuta assistenza ai pazienti e non si sono fermati”.

Resta da vedere quali procedure si dovranno avviare, a livello territoriale, affinché non accadano più scene del genere.

Alessio Albani, III D

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