La II°C legge “Storie per bambine ribelli”: ecco i racconti delle loro preferite

Abbiamo chiesto ai nostri piccoli giornalisti di raccontarci le loro personali Storie della Buonanotte per Bambine Ribelli. Un modo come un altro per avvicinarli all’universo femminile facendo loro scoprire storie di donne straordinarie.

Valentina Vladimirovna Tereškova: per le bambine che vogliono volare

storie di donne straordinarie astronauta

Valentina, la prima donna nello spazio

C’era una volta una donna di nome Valentina, è stata la prima donna a  essere andata nello spazio.

Nata in una famiglia bielorussa, suo padre morì durante la seconda guerra mondiale, per questo ebbe un’infanzia difficile. Il suo primo lavoro fu in una fabbrica che produceva pneumatici, poi per sette anni fece la sarta.

Nel 1955 Valentina si appassionò al paracadutismo e si candidò per frequentare la scuola dei cosmonauti. Nel 1962 superò l’ esame per il primo gruppo di donne cosmonaute con altre quattro candidate.

Il 16 giugno 1963 venne lanciata nello spazio a bordo di Vostok 6 per una missione che durò quasi tre giorni. 

Del primo gruppo di donne cosmonaute Valentina fu l’unica a volare nello spazio. La sua popolarità fu grande e, negli anni successivi all’impresa spaziale, le fu dedicato un francobollo.

A novembre del 1963 Valentina sposò Andrijan che aveva partecipato alla missione Vostok 3, e dopo qualche tempo, nacque Alenka, la loro figlia.

Nel 1982 divorziò per sposarsi con Jurij. Purtroppo Jurij morì e Valentina restò vedova.

Ora Valentina ha 80 anni ed ispira tutte le giovani ragazze che vogliono raggiungere lo spazio. 

Daniel e Amin

Margaret Keane: la pittura è un’arte 

margaret keane pittrice

Margaret Keane con i suoi quadri – Fonte: Courtesy

C’era una volta, a Nashville, una bambina di nome Margaret, che sognava di girare il mondo con i suoi dipinti.

Ma ancora non sapeva che avrebbe dovuto combattere contro l’invidia del suo futuro marito.

Margaret realizzò il suo sogno e riuscì a vendere le proprie opere utilizzando il cognome del marito, Walter Keane: in quel periodo, i suoi lavori erano caratterizzati da ambientazioni oscure e da un’atmosfera piuttosto cupa.

I due finirono anche in tribunale perché il marito di Margaret spacciava i quadri della moglie per suoi.

Dopo una lunga battaglia, Margaret lasciò il marito e si trasferì alle Hawaii, dove sposò lo scrittore sportivo di Honolulu Dan McGuire. 

Lena e Nadia

Policarpa Salavarrieta: la rivoluzione delle donne

rivoluzionaria policarpa donne

Policarpa, la rivoluzionaria colombiana

C’era una volta, a Bogotà, una ragazza sarta che fu anche spia, che operò per conto delle Forze Rivoluzionarie durante la Reconquista, un periodo in cui la Spagna tentò di riprendere il controllo delle sue colonie sudamericane.

Il suo vero nome è sconosciuto: il padre la chiamò Polonia nel suo testamento mentre il fratello la chiamava Policarpa. Nel suo passaporto del 1817, usato per entrare a Bogotà durante la Reconquista, compare con il nome di Gregoria Apollinara. I suoi contemporanei la chiamavano semplicemente La Pola, una donna dallo straordinario coraggio

Policarpa era una rivoluzionaria, offriva le sue doti sartoriali anche a gente illustre e questo le permetteva di infiltrarsi nelle loro case e scoprire i loro segreti. Quando Pola e suo fratello vennero scoperti furono condannati a morte per oltraggio al re.  

Il 14 Novembre 1817, a mani legate, La Pola venne condotta verso la morte con al fianco due sacerdoti e una guardia. Le dissero che le avrebbero risparmiato la vita se avesse rivelato i nomi dei suoi amici. Lei li maledì predicendone la sconfitta nell’incombente rivoluzione.

Dopo essere salita sul patibolo, lei chiese di morire in ginocchio, posizione più dignitosa per una donna. I corpi degli altri sette furono esibiti lungo le strade di Bogotà mentre al suo venne risparmiata questa umiliazione. 

Carola 

Carli Lloyd: il calcio giocato dalle donne

calciatrice storie di donne

Carli Lloy, calciatrice professionista

C’era una volta una bambina di nome Carli Lloyd, che nacque da Pamela Lloyd e da Stephen Lloyd, nel 1982.

Il suo sogno era diventare una calciatrice professionista. Il suo primo contratto da professionista fu con la squadra  “Central Jersey Splash”. Esordì in MLS a soli 17 anni!

Il suo primo contratto in Europa fu con il Manchester City, dove totalizzò 18 gol in 20 partite, fece 2 triplette e 22 assist.

Nel mondiale femminile del 2010 fece il record del gol più bello, da centrocampo! Il 6 luglio 2015, durante la finale del mondiale femminile  contro il Giappone, mise a segno una tripletta nei primi 16 minuti.

Con questa tripletta si portò in testa alla classifica marcatori del torneo, con 6 gol, e permise agli Stati Uniti di diventare per la terza volta campioni del mondo, battendo il Giappone 5-2.

Lloyd vinse  un  pallone d’oro e una scarpa d’oro.

Christian e Peter 

 

Giovanna D’Arco: la storia e la ribellione 

giovanna d'arco storie di donne

La statua in memoria di Giovanna d’Arco

C’era una volta una bambina di nome Giovanna, nata in una famiglia di contadini nell’est della Francia.

Già da piccola si mostrava devota e generosa nei confronti dei malati. A tredici anni, Giovanna inizia a sentire delle voci celestiali e, convinta di poter parlare con Dio, parte per la guerra dei cent’anni contro l’Inghilterra, per portare la Francia alla vittoria.

Giovanna andò in guerra da giovanissima, all’epoca però le donne erano ancora sottomesse agli uomini, così Giovanna fu costretta a travestirsi da uomo con un’armatura di ferro e con dei capelli da maschio.

Giovanna iniziò la riforma della sua armata, trascinando con il suo esempio le truppe francesi, grazie anche a uno stile di vita severo, quasi monastico, allontanando tutte le persone che imprecavano o dicevano il nome di dio invano.

A 19 anni fu accusata e processata per stregoneria dagli inglesi, che la condannarono al rogo. Un anno dopo questo evento  diventò la patrona di Francia e fu proclamata santa dalla Chiesa.  

Ogni uomo  la sua vita per ciò in cui credeOgni donna  la sua vita per ciò in cui credeSpesso le persone credono in poco o niente e tuttavia danno la propria vita a quel poco o niente. Una vita è tutto ciò che abbiamo e noi viviamo come crediamo di viverla. E poi è finita. Ma sacrificare ciò che sei e vivere senza crederequello è più terribile della morte.” 

Giovanna D’Arco per me è stata una donna coraggiosa disposta a morire per ciò in cui crede.

Matteo

Elisabetta II: la regina delle bambine ribelli

storie di donne

Elisabetta II

C’era una volta, a Londra,  una bambina di nome Elizabeth, la stessa Elizabeth che oggi tutti conoscono come Elisabetta II, regina del regno Unito e di Irlanda del Nord.

Elisabetta venne educata a casa con la supervisione della madre, era una bambina testarda e determinata. Quando aveva solo 13 anni, scoppiò la seconda guerra mondiale dalla quale Elisabetta non si fece intimidire, convincendo il padre a consentirle di partecipare personalmente allo sforzo della guerra.

Si unì al Servizio Ausiliare Territoriale e venne addestrata come autista e fu promossa comandante.  Nel 1947 conosce e si innamora di Filippo, con cui è tutt’ora sposata e dal quale ha avuto quattro figli. Sei anni dopo viene incoronata finalmente regina. Oggi Elisabetta II è una delle sovrane più amate della storia, il suo regno dura da più di 63 anni. 

«Ci sono momenti in cui la vita sembra piccola, noiosa, meschina e senza un obiettivo. E poi a un certo punto veniamo trascinati in un grande evento che ci fa capire quanto sia solida e profondamente durevole la nostra esistenza».  

Elisabetta II è stata e lo è ancora una donna da ammirare per il suo coraggio, per l’amore per la sua patria e per la sua superiorità. 

Melissa

 Coco Chanel: icona di stile per bambine ribelli

coco chanel storie di donne

Coco Chanel

C’era una volta una bambina di nome Gabrielle, nata a Saumur il 19 agosto 1883 che, dopo la morte della madre e l’ abbandono del padre, passa la sua infanzia tra un orfanotrofio e un convento di suore.

In convento Gabrielle muove i primi passi verso quello che sarebbe stato il suo futuro: cuce vestiti per le sue bambole con gli scampi degli abiti delle suore. Della sua infanzia non si sa molto, tanto che alcune persone pensano sia una leggenda.  

A 18 anni Gabrielle inizia a lavorare come sarta e nello stesso anno conosce un ufficiale dell’ esercito, figlio di un imprenditore tessile che diventerà il suo primo imprenditore e compagno. Gabrielle oggi è conosciuta in tutto il mondo come Coco, nome che gli venne dato dall’ ufficiale in un bar.

Nel 1909 inizia la sua carriera. Coco inizia realizzando cappellini in paglia e nastri in raso, diversi dalla moda dell’ epoca.

La parte più difficile del mio lavoro è lasciare le donne libere di muoversi. Vestirle senza farle sentire “travestite”, senza che gli abiti le facciano sentire diverse.  

Coco era solita ripetere:

Per essere insostituibili bisogna essere unici

Lei è stata un’ icona unica perché nonostante tutte le difficoltà della sua vita è riuscita a realizzare il suo sogno. 

Alessandro

Billie Jean King: le donne e lo sport 

tennista billie king storie di donne

La tennista Bille King oggi

C’ era una volta una donna di nome Billie, nata a Long Beach il 22 novembre 1943, campionessa di tennis non solo per i sui dodici grandi titoli del Grande Slam, ma anche per le battaglie che ha ingaggiato a favore delle donne.

A diciassette anni vince il doppio a Wimbledon e, con la stessa compagna,  vince anche la stagione successiva. A partire dal 1966 Billie Jean King inizia la sua straordinaria serie a Wimbledon, stabilendo il record di venti titoli, di cui sei in singolare.

Di statura medio-bassa, gioca sempre con gli occhiali; gli esperti la definiscono un fenomeno sportivo dotato di una tecnica molto elevataFemminista convinta, lotta per la rivalutazione in campo professionistico del tennis delle donne e quindi per la parificazione dei premi. Nel 1973 fonda il World Team Tennis e nel 1974 è la prima donna ad allenare una squadra di tennis.    

Momo

Storie per bambine ribelli: Marie Curie  

marie curie storia donne

Marie Curie – Fonte: RadioX

C’era una volta una bambina di nome Marie Sklodowska, conosciuta come Marie Curie, nata il 7 Novembre 1867 a Varsavia in una Polonia sottomessa dalla Russia.

Marie inizia gli studi con il padre, da autodidatta, poi va all’Università della Sorbona di Parigi, dove si laurea in matematica e fisica.

Marie possiede tre qualità: memoria, capacità di concentrazione e sete di sapere, doti già visibili fin dall’infanzia.

A quattro anni Marie si trova in campagna con i suoi fratelli. Una mattina sua sorella legge attentamente il testo dell’album che suo padre le regala. Marie spazientita se ne impossessa e legge, avendo solo un po’ d’incertezza sulla prima frase. Soddisfatta per lo stupore che la circonda prosegue la lettura, poi, dice: “Non l’ho fatto apposta, è così facile!“.

Oggi Marie Curie viene inserita fra le sei donne che hanno cambiato il mondo della scienza dalla fisica.

Susanna

 

 

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

7 − 4 =