Suicidio di Lavagna: le riflessioni e i pensieri degli alunni di IIIC

Lo scorso 13 febbraio un adolescente di 16 anni si è suicidato a Lavagna (GE), buttandosi dalla finestra del terzo piano della sua abitazione, dopo essere stato perquisito a scuola dalla Guardia di Finanza ed essere stato trovato in possesso di qualche grammo di hashish.

Il suicidio è avvenuto alla presenza dei genitori e della Guardia di Finanza, i cui rappresentanti si erano recati in casa del minorenne per effettuare una perquisizione.

Mentre gli adulti parlavano tra loro, il ragazzo ha aperto la finestra e si è lanciato di sotto.

Questa tragedia ha innescato accese polemiche: sulla legalizzazione delle droghe leggere, sulla fragilità degli adolescenti, sull’incapacità comunicativa dei genitori con i figli.

Ma gli adolescenti cosa ne pensano? Giornalismo a scuola dà spazio alle loro voci, riportando i pensieri e le riflessioni degli alunni di III C su quanto accaduto.

funerale lavagna

Il funerale dell’adolescente suicida a Lavagna (Fonte foto: Quotidiano.net)

E se non si fosse voluto suicidare? Il commento di Elisa

Non è del tutto chiaro cosa sia scattato nella mente del ragazzo, ma sicuramente la disperazione e il dolore erano le sensazioni prevalenti.

Però non è detto che voleva davvero suicidarsi: se per un momento non sia riuscito a valutare in modo limpido la situazione?

Se lo avesse fatto perché sotto l’effetto dello spinello che magari aveva consumato prima del fatto, e questo non gli abbia permesso di riflettere lucidamente sulle sue azioni?

Non sono domande, purtroppo, a cui possiamo rispondere. Per me non è decifrabile quello che poteva provare in quel momento. Certo la vergogna, il rimorso, il senso di colpa e un esagerato pessimismo non saranno mancati.

Trovarsi in una situazione del genere non dev’essere facile; se mi ci fossi trovata io, nonostante la vergogna e il pentimento per aver deluso i miei genitori, mi sarei rinchiusa nella mia stanza a piangere, a sfogarmi, urlando e magari rompendo oggetti.

Ogni essere umano prima o poi fa qualcosa di cui si pente, ma c’è chi riesce a sopportarne il peso e chi no. Io non mi sarei uccisa, ma credo che lui non vedesse altre vie d’uscita, per la sua fragilità mentale, dovuta probabilmente a conflitti con i genitori, alla vergogna davanti ai coetanei, al fatto che sapesse di non essere in grado di superare quella esperienza.

spinello

Uno spinello (Fonte foto: espresso.repubblica.it)

Tutta colpa della droga: il pensiero di Imen 

Io credo che il ragazzo avesse pensato che questa storia si sarebbe diffusa ovunque, tra tutte le persone che lo conoscevano: sua madre voleva punirlo, ma ha sbagliato a chiamare la Finanza, anche se pensava di farlo per il bene del figlio.

Secondo me il ragazzo si è buttato giù dalla finestra per colpa della droga che assumeva, che ha provocato in lui una paura incontrollabile.

Non si sarebbe dovuto suicidare, se l’ha fatto è perché aveva problemi gravi e la madre avrebbe dovuto aiutarlo, ma ha sbagliato modo. Probabilmente, anche cambiando scuola e amici avrebbe continuato a farsi le canne, perché il problema era nella sua testa.

Il suicidio per liberarsi degli errori commessi: la teoria di Giorgia

Sentire notizie del genere è orribile. Perché lo ha fatto? Credo che i motivi possano essere moltissimi: per paura delle reazioni dei genitori, dei compagni, per qualcosa che nascondeva e pensava poteva venire fuori.

Qualcosa è scattato nella sua testa, ma cosa? La tristezza, la paura, la vergogna, ma secondo me sotto c’è qualcosa di più grave. Magari si fumava le canne proprio perché c’era qualcos’altro sotto.

Forse il suo gesto è stato un liberarsi degli errori che ha fatto, a parole non sarebbe mai riuscito a buttarli fuori e quindi li ha manifestati così, suicidandosi.

adolescenza

adolescenza (Fonte foto: valeriana.eu)

Si è ammazzato per nulla: la riflessione di Michael

Questa storia è brutta e spiacevole sotto tutti i punti di vista: a me è venuto da piangere quando l’ho sentita, mi è venuta la pelle d’oca.

E anche se secondo me il ragazzo non doveva uccidersi, la madre avrebbe dovuto agire in un altro modo invece di mandare i finanzieri da lui.

Lui non si è reso conto che non gli sarebbe successo niente dopo, che sarebbe stato solo segnalato e basta? Per me c’era dell’altro sotto.

Se fossi stato al posto suo avrei detto la verità, non gli avrebbero fatto niente, non gli sarebbe accaduto nulla di male, in conclusione si è ammazzato per nulla.

Come mai si è suicidato? La parola a Carlotta

La risposta a questa domanda la vorrebbero sapere in molti: magari l’ha fatto per paura delle conseguenze, aveva paura di essere controllato per sempre.

Si sentiva in colpa per aver deluso i genitori. Forse aveva paura di parlare e dire loro cosa gli stava capitando.

Si era vergognato di quello che aveva fatto, si era pentito, voleva rimediare ma non sapeva come. Magari l’ha fatto perché aveva qualcosa in sospeso, frequentava una compagnia non adatta a lui.

Il consiglio di Mattia

Un consiglio che voglio dare è di non usare queste sostanze e nemmeno spacciarle.

Se io mi trovassi in questa situazione, per prima cosa mi sentirei malissimo per le reazioni dei miei genitori, che mi hanno sempre insegnato a non usare droghe perché fanno male alla salute e, in grandi quantità, ti uccidono.

Poi sicuramente non mi suiciderei mai, sto male solo al pensiero di quanto dolore darei ai miei. Piuttosto scappa via per un po’, poi torni e si ricomincia daccapo.

Mattia Forgione,  Carlotta Taiana,

Michael  De Marco,  Imen  Bejaoui,

Giorgia Buomprisco, Elisa Battaglia

III C

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