Suicidio di Lavagna: proseguiamo con le riflessioni dei ragazzi di III C

Proseguiamo con la pubblicazione delle riflessioni e dei pensieri degli alunni della III C della scuola media di Fenegrò relativi al suicidio del sedicenne di Lavagna.

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L’adolescente suicida di Lavagna (Fonte foto: Quotidiano.net)

Dire la verità: il pensiero di Yusuf 

Il ragazzo non ha fatto la scelta giusta: si poteva risolvere tutto anche se probabilmente sarebbe stato punito.

La soluzione migliore sarebbe stata dire la verità: dicendo tutto ai genitori, avrebbero potuto trovare insieme una soluzione al problema, qualunque fosse.

Sicuramente non sarebbe stato facile ammettere errori e colpe, ma così è stato meglio?

Ha perso i suoi anni migliori: le riflessioni di Chiara

Questo ragazzo ha sbagliato a buttarsi giù dalla finestra, perché comunque si sarebbe potuto parlare dei problemi che aveva senza pensare al suicidio.

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I giovani d’oggi sono davvero così fragili?
Fonte foto: Non Sprecare

Penso che si sia ucciso per la vergogna, per tutte le cose negative che pensava di stesso: ormai scoperto, poteva essere aiutato da più persone, ma non ha voluto pensare alle soluzioni possibili, solo alle conseguenze, cioè le prese in giro e i commenti dei coetanei, il giudizio della scuola, essere considerato l’errore della famiglia…

Avrebbe potuto cambiare, aveva solo sedici anni, aveva tutta la vita davanti.

Non so perché si facesse le canne, se per sentirsi più grande e più “figo” davanti agli amici o per sballarsi e così staccarsi da qualche problema o pensiero che lo tormentava.

Al suo posto, avrei tentato di parlarne con qualcuno e avrei chiesto aiuto: ovviamente i miei genitori mi avrebbero fatto su discorsi su discorsi, mi avrebbero controllata 24 ore su 24, probabilmente sarei stata giudicata senza sapere perché lo stessi facendo.

Forse non ha retto tutto questo: io sicuramente mi sarei vergognata e avrei avuto paura del giudizio della gente, ma avrei comunque cercato di capire perché mi stavo comportando in quel modo.

Questo ragazzo ha perso la vita per un errore a cui si sarebbe potuto riparare. Ha perso i suoi anni migliori. Ne è valsa davvero la pena?

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Il funerale dell’adolescente suicida a Lavagna (Fonte foto: Quotidiano.net)

L’opinione di Veronica 

Nessuno può sapere cosa è passato nella mente del ragazzo nei suoi ultimi secondi di vita. Per capire una cosa del genere devi viverla sulla tua pelle.

Mi spiace molto per quello che è successo: non avrebbe fatto piacere neanche a me trovarmi in quella situazione, i finanzieri che perquisiscono la mia stanza e i miei genitori in ansia.

Probabilmente in quei momenti ti chiedi che cosa ti accadrà, che cosa ti faranno, e hai paura, molta paura.

Ma nella sua stanza non è stato trovato nulla. E allora perché? Nascondeva qualcosa? Proteggeva qualcuno?

Tutta questa storia porta a un’unica conclusione: da qualunque punto di vista la si guardi, la droga provoca un sacco di problemi.

Secondo me bisogna affrontare i problemi, per quanto difficili, oppure aspettare che tutto passi, anche quel dolore e quella paura che ci rendono incapaci di trovare vie d’uscita.

Probabilmente il ragazzo era sfinito di paura e di dolore e ha trovato una sola via di fuga: la morte.

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adolescenza (Fonte foto: valeriana.eu)

Non c’è niente di peggio della morte: il pensiero di Michele

Si è trovato in una brutta situazione, ma con un po’ di calma avrebbe potuto risolvere tutto, anche se, probabilmente, sarebbe stato punito.

Se fossi stato in lui avrei detto la verità, non sarebbe stato facile, ma non mi sarei ammazzato, perché non c’è niente di peggio della morte

Secondo me quello che ha fatto il ragazzo è grave, ma è altrettanto grave fumare sigarette, eppure quelli che lo fanno non si tolgono la vita.

Riguardo a questo dovrebbe intervenire la legge perché, se fumare le canne è illegale, dovrebbe esserlo anche fumare sigarette, perché causa ancora più danni della prima.

A mio parere il ragazzo ha avuto paura delle reazioni dei genitori che, indubbiamente, erano arrabbiati com’è giusto che sia e probabilmente la punizione gli avrebbe fatto bene, avrebbe imparato dal suo errore.

La riflessione di Lorenzo

Se fosse accaduto a me, penso che mi sarei pentito di quello che avevo fatto, ma non fino al punto del suicidio.

Ne avrei parlato con i miei genitori, sapendo che avrei ricevuto una punizione e anche urla su urla, ma anche pensando che non l’avrei rifatto.

Secondo Diego Uzzo, Rachid Outoya Luca Cantaluppi il ragazzo non doveva togliersi la vita per una situazione così ordinaria e la madre, comunque, ha sbagliato a chiamare la Guardia di Finanza invece di parlare direttamente col figlio.

Lorenzo Dezaiacomo, Michele Tallarico,

Veronica Balbo, Yusuf Agar,

Chiara Rusconi

III C

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