Tredicenne con atteggiamenti effeminati: colpa della madre, le viene tolto

PADOVA, 10 GENNAIO 2017 – Questa storia comincia con il 13enne Marco, nome di fantasia, che viene portato via alla madre dai servizi sociali. Secondo il tribunale per i minori “entrambi i genitori sono decaduti dalla responsabilità genitoriale”.

Ma perché l’adolescente è stato allontanato dalla sua casa e dalla sua famiglia?

Perché secondo i servizi sociali i suoi atteggiamenti effeminati sono da attribuire alla mamma e alle sorelle del ragazzo, giacché le sue figure di riferimento sono solo femminili.

Facciamo un passo indietro, e raccontiamo come è andata: la mamma di Marco denuncia il padre per abusi sessuali sul minore.

Si svolge un processo che si chiude con l’assoluzione del padre per prove insufficienti, anche se nella sentenza si può leggere che “non c’è motivo di dubitare dei fatti raccontati dal bambino”.

genitori separati

(Fonte foto: Studio di psicologia TRAME)

La procura di Padova ricorre in appello: nel frattempo, però, la mamma è definita dai servizi sociali come responsabile del comportamento oppositivo di Marco nei confronti del padre e, in generale, degli adulti che gli stanno intorno.

A questo punto il tribunale emette due provvedimenti: il primo allontana Marco dalla sua abitazione dalle 7.00 alle 19.00, ore nelle quali vivrà in una comunità.

In comunità si accorgono dei comportamenti effeminati dell’adolescente, segnalandoli ai servizi sociali: da qui parte il secondo provvedimento, che dichiara decaduti dalla responsabilità genitoriale entrambi i genitori.

Nella relazione che i servizi sociali hanno presentato al giudice, si legge: “il suo mondo affettivo risulta legato quasi esclusivamente a figure femminili e la relazione con la madre appare connotata da aspetti di dipendenza, con conseguente difficoltà di identificazione sessuale, tanto che in alcune occasioni è andato a scuola con gli occhi truccati, lo smalto sulle unghie e brillantini sul viso. Emerge poi un forte conflitto di lealtà con la madre”.

La madre si difende affermando che Marco era andato così a scuola per la festa di Halloween.

identità sessuale

(Fonte foto: stateofmind.it)

Al momento Marco vive in comunità; intanto la madre ha ingaggiato un avvocato per cercare di risolvere la questione e riportare a casa il bambino.

Laura Grouitchev, III D

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

nove + 6 =